mercoledì 6 maggio 2009

Programmazione.it :: Come scegliere un nome di dominio vincente (2/2)

Come scegliere un nome di dominio vincente (2/2)
Scritto da Lorenzo Motti il 06-05-2009 ore 12:19
Riprendiamo adesso dall'ultimo tema della puntata scorsa, rispondendo alla domanda: è migliore un nome discoverable o brandable? Abbiamo stabilito che il primo tipo di nome ha il vantaggio di essere facilmente scopribile, ma non è detto che il secondo non possa esserlo altrettanto, dato che i motori di ricerca si riferiscono pure ai contenuti. C'è da considerare poi che nel primo caso è necessario uno sforzo per trovare un nome, che identifichi cosa verrà digitato dall'utente, data anche la scarsità di nomi di dominio disponibili: in questo possono venire in aiuto siti come Instant Domain Search e Domains Bot, che sono nati apposta per scovare nomi ancora liberi o suggerire valide alternative.Se comunque il nostro marketing si basa molto su pubblicità specifiche riguardo a un univoco marchio, appare ovvio che la tipologia di cui sopra verrà quasi sicuramente scartata a favore della seconda. Come si può fare, dunque, a ottenere un buon nome brandable? Alcuni sostengono che esso dovrebbe essere come un contenitore vuoto, in modo da poter assumere i più svariati significati, mentre in realtà la maggior parte dei siti di successo ha nomi legati ai contenuti in maniera indiretta e originale.Ad esempio, prediamo il sito Pageflakes: esso utilizza come metafora la parola flakes (fiocchi) per indicare la caratteristica principale del portale, nel quale ci sono dei piccoli box da trascinare, che venendo lasciati rimangono attaccati dove sono, come dei fiocchi di neve; lo stesso Smashing Magazine gioca sull'aggettivo smashing (entusiasmante), che può essere inteso però anche come il verbo sfasciare: su tale doppio senso si basa l'incipit del sito che recita We smash you with the information that makes your life easier. Really”. Flickr è ancora più originale, riferendosi al lampo di luce (flicker) che viene emesso dalla macchina fotografica al momento dello scatto.Data la scarsa probabilità di poter usare una singola parola reale, nell'articolo viene poi illustrata una carrellata di regole per formarne una da più termini: per composizione come You Tube, costruendo una vera e propria frase come per il sito Six Apart, oppure per fusione come è successo tra l'altro per micro (microcomputer) e soft (software); infine ci sono le categorie delle parole modificate (Flickr), aumentate (Friendster), oppure totalmente alterate (si veda Odeo). L'articolo si conclude approfondendo le differenze tra i vari modi di costruzione della parola, e fornendo infine una breve guideline linguistica.Questa lettura non servirà a ottenere automaticamente il nome ideale, per il quale c'è bisogno di fantasia e inventiva, ma è certo da tenere presente per fare una scelta strategica e consapevole, capendo quali sono i meccanismi per una denominazione di successo.
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